Il significato dei nomi: un modo da scoprire.

 

“Come ti chiami?”. È questa la prima domanda che ci viene posta non appena conosciamo una nuova persona. Ci viene chiesto il nostro nome che, quasi come fosse il nostro biglietto da visita, ci identifica, ci introduce nel mondo, ci caratterizza. Avere un nome vuol dire avere un’identità. Un nome può anche indicare aspetti della nostra personalità, pregi e difetti del nostro carattere. Esso quindi non si limita a gridare la nostra presenza nel mondo, ma anche la nostra essenza. Per questo motivo è cosi difficile scegliere un nome. La principale difficoltà consiste nel non conoscere ancora il destinatario della nostra scelta, ovvero colui che sarà destinato poi a portare quel nome per tutta la vita. Sarà docile, combattivo, estroverso, taciturno? Difficile prevederlo, e altrettanto difficile affidare un nome che possa in un qualche modo esaltare questa sua virtù. Allora forse per non sbagliare bisognerebbe affidarsi alla tradizione e alle pratiche locali secondo cui è un segno di profondo rispetto quello di dare ai propri figli i nomi dei propri genitori. Ma in questo modo si rischia di caricare il nascituro di una responsabilità troppo grande per lui o di sigillarlo con un nome in netto contrasto con le tendenze onomastiche di oggi. E allora meglio Annunziata o Raffaella? Meglio il nome della nonna o quello della Carrà? Dilemma. Forse la strada migliore da seguire sarebbe quella sgombra da pregiudizi e teorie esoteriche: i nomi sono semplicemente l’unione di lettere. Nessuna magia è contenuta in loro. Nessun germoglio per un destino florido e sereno si nasconde al suo interno. Solo lettere che consentono agli altri di riconoscerci, ma che nulla dicono di come siamo, di cosa sogniamo e quale futuro ci aspettiamo.

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